Serata Manifesta

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Serata Manifesta

FATECI USCIRE! CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE

Serata di raccolta fondi per Il Manifesto

RED ZONE SOLIDALE

Sembra che molti non ci credano. L’abitudine agli allarmi di un giornale in perenne

difficoltà economica induce i più a pensare:«alla fine si salveranno comunque».

(...) E così il nostro ultimo grido d’allarme
«fateci uscire» non è stato compreso

appieno. Pochi credono davvero che il Manifesto potrebbe scomparire

dalle edicole da un giorno all'altro. Invece è così.

(...) Per proseguire un percorso. La nostra «fastidiosa» informazione che lavora

per un’opinione comune. E non affidare a un qualunque creditore il compito

di farci fallire. Per un pugno di euro, lasciandovi un po’ più soli. Senza di noi.

SAN GIORGIO DI VALPOLICELLA - SABATO 20 DICEMBRE 2008 > DALLE 19

red zone ART bar

collettivo cinema popolare

 

S a b a t o 2 0 D i c e m b r e 2 0 0 8

> h 19 Aperitivo Garibaldi

> h 19,45 Buffet à la Gelminì

> h 20,45 Proiezione film

“Terra e libertà” di Ken Loach

La libertà ha un prezzo, cinquanta euro!

2009, UN ANNO IN ROSSO

Previsioni, consigli, suggestioni e parabole sull’anno della grande crisi

Pensati, scritti e offerti da
Andrea Baiani, Stefano Benni, Mihai Butcovan, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini,

Vincenzo Consolo, Sandro Dazieri, Valerio Evangelisti, Dario Fo, Giulio Laurenti, Daniele Luttazzi, Paolo Nori,

Ermanno Rea, Tiziana Rinaldi, Alessandro Robecchi, Domenico Starnone, Vauro.

In un’edizione speciale a un prezzo da record del mondo

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Terra e Liberta’!

Di Ken Loach

Anno: 1995

Paese: UK /Spagna/Germania/Italia

Durata: 109'

Colore: colore

Audio: sonoro

Genere: drammatico, guerra

Sceneggiatura: Jim Allen
Fotografia: Barry Ackroyd

Montaggio: Jonathan Morris

Interpreti e personaggi

Ian Hart: David Carr

Rosana Pastor: Blanca

Frederic Pierrot: Bernard

Tom Gilroy: Lawrence

Iciar Bollain: Maite

Regia: Ken Loach all'anagrafe Kenneth Loach nato mercoledì 17 giugno 1936

a Nuneaton, Warwickshire , Gran Bretagna

Figlio di operai, ha dedicato tutta la sua opera cinematografica alla descrizione delle condizioni di vita della classe operaia.

Palma d'oro a Cannes nel 2006 con The wind that shakes the barley (Il vento che accarezza l'erba).

Pardo d'onore 2003 Locarno

"Terra e libertà è il film più serio e impegnativo fatto finora su uno dei capitoli cruciali della storia moderna ed è attraversato dalle contraddizioni di oggi: orgoglio e dolore, dignità e rabbia, sconfitta e utopia. E con un finale dove Loach, uno dei pochi cineasti definibili "di sinistra" concede qualche parola di speranza alla nipote che getta la terra spagnola sul feretro dell'oscuro eroe. Fa uno strano effetto vedere tanti pugni alzati, sentire affermazioni fuori moda come "Il nostro giorno verrà". In tempi di rassicurante buonismo, e basta pensare alla pilatesca indifferenza della giuria di Cannes che se ne è lavata le mani, ben venga un film che a qualche conservatore o criptoconservatore riesce a insinuare un brivido di paura".
(Tullio Kezich, "Corriere della Sera", 21 settembre 1995)

"Terra e libertà è stato aspramente criticato da vecchi combattenti della guerra di Spagna quali Santiago Carillo, ex segretario del partito comunista spagnolo, con l'accusa d'aver mostrato i comunisti soltanto come repressori e assassini dei loro compagni: ma se è certo vero che i comunisti si batterono con eroismo in Spagna, è anche vero che agirono al peggio nel particolare conflitto che Loach ha scelto di raccontare. L'ha raccontato benissimo: si possono preferire le opere più quotidiane, furenti e sardoniche del regista, ma il film che stilisticamente evoca il vasto respiro di John Ford e il realismo documentario dei grandi fotografi di guerra dei trenta, è bello ed emozionante, denso e serio, ottimamente scritto e interpretato. Ed è anche una narrazione esemplare

degli esiti tragici a cui possono portare lacerazioni ed errori all'interno della sinistra".
(Lietta Tornabuoni, "La Stampa", 22 settembre 1995)

"Terra e libertà è il primo grande film di fiction non spagnolo a trattare la Guerra civile dopo Per chi suona la campana , diretto nel '43 da Sam Wood, con Gary Cooper e Ingrid Bergman. Loach non ha voluto comunque comporre un affresco-omaggio per i combattenti antifascisti di ieri; al contrario, con la pertinenza acuta che gli si riconosce e con un cinema pacato e commovente nella prima parte, poi nevrotico, aspro, drammatico e violento a tutto interiorizzato (la sequenza della pattuglia disarmata, il funerale), si è appropriato della sceneggiatura di Jim Allen per raccontare il conflitto tutto dall'interno e mostrare la lotta fratricida dei repubblicani, fra coloro che vogliono eliminare Franco e il fascismo e fare la rivoluzione, e coloro che vogliono soprattutto vincere la guerra. La Storia, dice Loach attraverso Terrà e libertà, è una rivoluzione tradita. Potrebbe accadere ancora in Europa. Davanti al vecchio combattente che non ha mai abbassato la guardia, ed è morto in Inghilterra, la giovane nipote alza il suo pugno: l'eredità non è persa. Anche se resta utopia e sogno".
(Vittorio Spiga, "Il Resto del Carlino", 23 settembre 1995)

 

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